Aquaint - Spray Disinfettante


Il disinfettante Aquaint si presenta in una boccetta da 50 ml dotata di erogatore spray.
Si tratta di un prodotto anallergico approvato da Allergy UK.
Non contiene profumo, alcol, conservanti o sostanze aggressive.

Al suo interno è presente una soluzione a base di acido ipocloroso, ovvero un acido che è naturalmente prodotto dal corpo umano per contrastare le infezioni, in quanto capace di abbattere numerose classi di microrganismi patogeni.


UTILIZZI

Gli utilizzi possibili per questo spray sono molteplici:
- può essere applicato direttamente sulle mani e sulla pelle;
- essendo commestibile, è utilizzabile come collutorio;
- può essere spruzzato su oggetti come tettarelle di ciucci e biberon, dispositivi per il pavimento pelvico, sex toys, coppette mestruali ecc.


MODALITÀ D'USO

Lo spray Aquaint si spruzza semplicemente sull'oggetto da disinfettare e poi si lascia asciugare.
Non è necessario risciacquare.


OPINIONE PERSONALE

Ho utilizzato lo spray Aquaint sia come collutorio che come disinfettante senza risciacquo per le mani e per la coppetta mestruale.

Devo ammettere che all'idea di non risciaquare il prodotto dopo l'applicazione sulla coppetta ho avuto timore che potesse dare adito a bruciori, vista la mia spiccata sensibilità. Dopo l'utilizzo, non ho invece avvertito nessuna sensazione disagevole.

E' un prodotto che consiglio a tutti coloro che non tollerano, a causa di allergie o sensibilità varie, i gel igienizzanti per le mani; sarà certamente utile nelle situazioni in cui non si ha la possibilità di utilizzare l'acqua corrente ed è necessario avere la mani pulite, specie quando si è in un bagno pubblico.

Per coloro che fossero interessate a come organizzarsi in un cambio fuori casa con la coppetta mestruale, ricordo che ho scritto una breve guida a riguardo che potete trovare qui: LINK.


DOVE SI COMPRA

Puoi acquistare lo spray Aquaint sullo shop online shop.coppetta-mestruale.it, dove puoi trovare anche altri accessori per l'igiene ed il benessere femminile.
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Il prodotto in oggetto mi è stato gentilmente inviato a titolo gratuito dallo shop Coppetta Mestruale - che ringrazio - allo scopo di testarlo e recensirlo. Non ho ricevuto alcun compenso per scrivere questa recensione. La mia opinione in merito è sincera e veritiera.


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Tensioattivi: cosa sono e come si classificano

Ho ricevuto dei detergenti da testare che saranno oggetto delle prossime recensioni all'interno di questo blog, per questa ragione mi è parso doveroso condividere con voi ciò che ho studiato finora a proposito delle sostanze che sono presenti nei prodotti per l'igiene della casa e della persona.
Prima di tutto è bene che chiarisca la mia posizione.

Chi sono io per parlare di ciò?
Sono una laureanda in Ingegneria Ambientale.

Di cosa mi intendo?
Relativamente a questo argomento in particolare, di inquinamento dei corpi idrici e di trattamento delle acque reflue.

Fatta questa doverosa premessa, veniamo finalmente al dunque.

Tensioattivi ionici, anionici, non ionici e cationici... scopri che differenza hanno

COSA SONO I TENSIOATTIVI

I tensioattivi sono quelle sostanze all'interno dei detergenti che lavano e fanno schiuma.
Tali sostanze riescono a rimuovere lo sporco dalle superfici (o penetrare attraverso i tessuti) riducendo la tensione superficiale dell'acqua, rendendo dunque la superficie da detergere più facilmente bagnabile.
Utilizziamo dunque i tensioattivi ogni qual volta l'acqua da sola non è sufficiente per pulire efficacemente una qualsiasi superficie, sia essa la nostra pelle, il tessuto di una maglietta o il piano della nostra cucina.

I tensioattivi sono costituiti da una testa idrofila (che si lega con l'acqua) e da una coda idrofoba (che respinge l'acqua). La struttura di una particella di sapone così descritta riesce ad asportare le molecole di grasso o delle sostanze organiche.

I tensioattivi servono per lavare e fare schiuma

CLASSIFICAZIONE DEI TENSIOATTIVI
I tensioattivi possono essere di quattro tipi:
  • Tensioattivi anionici: sono quei tensioattivi solitamente presenti nei detersivi per il bucato, per i piatti, negli shampoo ecc. Sono carichi negativamente e possiedono il miglior potere detergente, ma sono anche i più aggressivi tra i tensioattivi. A questa categoria appartengono anche i saponi, i quali tendono a perdere il loro potere detergente in soluzione acida e formano composti insolubili in acque dure, per queste ragioni negli ultimi decenni sono stati in parte rimpiazzati da altri prodotti.
  • Tensioattivi cationici: vengono utilizzati nei balsami per capelli e negli ammorbidenti. Hanno un blando potere detergente ma, in compenso, possono avere proprietà batteriostatiche. Sono carichi positivamente, per questo non risultano compatibili con i tensioattivi anionici.
  • Tensioattivi non ionici: non possiedono carica elettrica. Sono compatibili sia con i tensioattivi anionici che con i tensioattivi cationici ma, a differenza di questi ultimi, risultano meno aggressivi sulla pelle. Sono i più efficaci contro lo sporco unto.
  • Tensioattivi anfoteri: si comportano da tensioattivi anionici in ambienti basici e da cationici in ambienti acidi. In combinazione con i tensioattivi anionici, i tensioattivi anfoteri ne mitigano l'aggressività sulla pelle e svolgono una funzione antibatterica.

Inquinamento delle acque causato dall'eutrofizzazione
fonte: wikimedia.org - pic by Lamiot


DANNI PER L'AMBIENTE
La presenza di tensioattivi nelle acque reflue comporta una serie di problematiche quali:
  • presenza di schiume con conseguente alterazione delle proprietà organolettiche;
  • inibizione dei processi di depurazione anaerobi;
  • danneggiamento della flora e della fauna ittica (in particolare, causano la perdita dello strato lipidico superficiale dei pesci, minano la sopravvivenza delle uova ed arrecano considerevoli danni alle piante superiori);
  • favoriscono l'eutrofizzazione (anche se i maggiori responsabili di questo fenomeno di inquinamento sono i detersivi a base di fosfati).

Per le suddette ragioni, nel 1983 è stata emanata una legge che ha impedito ai produttori di detergenti di immettere in commercio tensioattivi sintetici con biodegradabilità media inferiore al 90%.

Sebbene tale provvedimento abbia migliorato la situazione, il sempre crescente consumo di detergenti a base di tensioattivi ha comunque favorito la dispersione degli stessi nei corsi d'acqua, imprimendo pesanti modifiche degli ecosistemi sui quali essi vengono immessi.


COME LIMITARE I DANNI

Mi piacerebbe potervi dire che esiste un modo per non utilizzare i tensioattivi o che, tra questi, ne esistono alcuni che non inquinano, ma sarebbe una bugia.

I tensioattivi, per loro stessa natura, inquinano.

Esistono però tensioattivi che inquinano meno di altri poiché possiedono una percentuale media di biodegradabilità più elevata, e detergenti che non addizionano ai tensioattivi altre sostanze pericolose per l'ambiente.

Noi possiamo certamente fare la nostra parte evitando in primis gli sprechi: è sufficiente utilizzare la quantità necessaria dei detergenti che ci servono e, quando possibile, evitare di utilizzarli.

Ecco alcuni esempi:
  • per lavarci le mani è sufficiente erogare una sola goccia di sapone liquido, è invece importante strofinarle per almeno 30 secondi ed, infine, asciugarle con la massima cura;
  • per lavare il bucato o i pavimenti leggere l'etichetta presente dietro il detersivo ed attenersi alla dose consigliata dai produttori in base alla durezza delle nostre acque (potete conoscere la durezza delle acque della vostra zona visualizzando la seguente immagine: LINK).

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Economia circolare: cos'è e perché aiuta il pianeta


Avete presente quel simboletto che vedete sulle confezioni di alcuni prodotti che comprate, in cui ci sono delle frecce che ruotano in cerchio?

Oggi parleremo di economia circolare, ovvero quel sistema di operazioni che permette ad un determinato prodotto di passare per varie fasi affinché si eviti - finché possibile - che esso diventi un rifiuto.

Sulla base di questa teoria alcune aziende hanno deciso ad esempio di ridurre gli imballaggi per i loro prodotti, in maniera tale che, una volta arrivati al consumatore, questi non debba subito gettarli via.

Perché è nato il concetto di economia circolare?
Molto semplicemente, perché il prececente percorso di vita di un prodotto commerciale, ovvero l'economia lineare, è divenuto obsoleto.

Con l'economia lineare infatti un bene di consumo veniva prodotto, utilizzato ed, in seguito, gettato via.

Vista l'attuale emergenza rifiuti a Roma e quella storica a Napoli, ora capiamo bene quali sono le conseguenze di questa mentalità, tutt'oggi molto difficile da sradicare per ciascuno di noi.

Ma torniamo al nostro simbolo delle tre frecce (oggi mi sento un po' Carlo Lucarelli, prendetemi così).

In estrema sintesi, ecco il significato di ogni freccia:
1. Produzione
2. Uso e consumo
3. Riutilizzo e riciclo.

Entrando più nello specifico, l'economia circolare si colloca all'interno di un moderno sistema integrato di gestione dei rifiuti, che segue una certa gerarchia:

1. Prevenzione in fase di produzione
2. Preparazione per il riutilizzo
3. Riciclaggio
4. Recupero di materia
5. Recupero di energia 
6. Smaltimento in discarica

Dato che questo nuovo sistema gerarchico prevede più fasi (e più impegno per metterle in pratica), è immediato immaginare perché sia ancora difficile sostituirlo completamente al vecchio sistema lineare.

I modi per riutilizzare e riciclare il vetro, la carta, la plastica, i tessuti e l'alluminio certo non mancano... ma di questo parleremo nei prossimi post.

Cosa ne pensate del sistema integrato di gestione dei rifiuti?
Nella vostra città quali accorgimenti hanno preso?
Fatemi sapere anche se vi interessa che approfondisca uno di questi temi per scriverci un articolo più mirato.
Aspetto le vostre risposte nei commenti.


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5 Modi per Risparmiare Acqua

Dalle mie parti, soprattutto in passato, capitava spesso che, a causa della siccità, mancasse l'acqua dopo le ore 19 in estate, così la mia famiglia ha iniziato ad adottare tutti gli accorgimenti possibili per ottimizzare la scorta d'acqua casalinga.
Oggi voglio condividere con te i nostri piccoli trucchetti.

Come risparmiare acqua in casa

1. Quando lavi le mani raccogli l'acqua che usi in una bacinella, in questo modo potrai riciclarla per gettarla nel wc anziché tirare lo sciacquone.

2. Quando fai scorrere l'acqua prima di entrare in doccia, raccoglila in un secchio. Essendo acqua pulita, potrai usarla per annaffiare le piante o per le pulizie di vetri e pavimenti.

3. Quando ti insaponi o ti lavi i denti chiudi il rubinetto: tutta l'acqua pulita che scorre va a finire sprecata dritta nello scarico!

4. Fai riparare i rubinetti che gocciolano in casa; è un'operazione banale e poco costosa, ma dà certamente dei benefici nel lungo termine.

5. Installa gli aeratori di flusso al posto dei filtri a retina che sicuramente hai nei rubinetti di casa. Si tratta di speciali filtri che miscelano aria all'acqua che fuoriesce dal rubinetto (anche nella doccia) senza che tu te ne accorga. Sono poco costosi e garantiscono un ottimo risultato.
Questa è l'unica soluzione che non ho appreso dalla mia famiglia, ma che ho scoperto guardando alcuni video su internet.
In particolare, in questo che segue viene illustrato tutto alla perfezione.


E tu, hai adottato altre strategie per risparmiare acqua? 
Se ti va, condividile nei commenti!

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Lamazuna - Deodorante Solido alla Palmarosa

Lamazuna significa "bella ragazza" in georgiano ed è un'azienda fondata, per l'appunto, da una bella e giovane ragazza francese con il pallino per l'ecologia, la quale, partendo dall'idea di autoprodursi dei dischetti struccanti lavabili, ha pian piano ampliato la sua linea di prodotti per l'igiene della persona con la filosofia zero waste.

Tra i prodotti che l'azienda vende troviamo delle proposte vegane per shampoo e dentifricio in formato solido, ma anche un curioso bastoncino in bamboo riutilizzabile che va completamente a sostituire i cottonfioc usa e getta (per chi fosse curioso, si chiama Oriculi).

Oggi parliamo di un prodotto Lamazuna altrettanto interessante, ovvero un deodorante solido alla palmarosa.

Deodorante solido alla palmarosa Lamazuna

DESCRIZIONE DEL PRODOTTO

Il deodorante solido alla palmarosa Lamazuna è un prodotto vegan e cruelty free che riporta il marchio slow cosmetique, il quale premia le aziende che mostrano interesse verso un commercio sostenibile e responsabile.
Il prodotto annovera al suo interno degli ingredienti certificati bio ed ha un profumo fresco e piacevole.

COME SI USA
  1. Si bagna sotto l'acqua corrente;
  2. Si strofina sulle ascelle fino ad ottenere un sottile strato di crema.
In alternativa, si può applicare sulla pelle delle ascelle ancora umida dopo aver fatto la doccia.


INGREDIENTI
Sodium Bicarbonate, Cocos Nucifera Oil, Kaolinite, Heliantus Annuus Seed Wax*, Cetearyl Wheat Straw Glycosides, Cetearyl Alcohol, Acetic Acid, Cymbopogon Martini Oil*, Geraniol, Linalool, Citral, Farnesol, Limonene.
Deodorante vegan ecobio Lamazuna

LA MIA OPINIONE

Sono la tipa che non riesce a sopportare nemmeno il pensiero di avere puzza di sudore, dunque, per evitare di trovarmi in situazioni di disagio, sono solita applicare il deodorante due volte al giorno (una dopo la doccia e l'altra a metà giornata). Naturalmente la mia pelle non ha sempre reagito benissimo e, talvolta, mi sono ritrovata a dover far fronte a pruriti, rossori o secchezza della pelle.

Con questo deodorante è stato amore a prima vista: già la confezione, con quella grafica così vivace, mi è piaciuta davvero un sacco, ma ciò che mi ha fatto letteralmente innamorare è stato il profumo che, ben inteso, è percepibile anche sulle ascelle senza risultare pesante o, a lungo andare, nauseante.

Sarebbe certamente più pratico avere un applicatore che non ti obblighi a toccare ogni volta il prodotto  - e quindi a lavare le mani prima e dopo l'uso - ma, per evitare di produrre altri rifiuti, credo si possa cedere a questo piccolo compromesso (e, se state pensando al relativo spreco d'acqua, in uno dei prossimi articoli vi svelerò qualche piccolo trucco per risparmiarla o riciclarla).

Per il periodo invernale il deodorante Lamazuna non mi ha mai tradita, durante l'estate invece la sua durata su di me è risultata assai bassa, per questo motivo ho evitato di utilizzarlo nei periodi più caldi, (come del resto sono costretta a fare con diversi deodoranti da supermercato, ai quali credo che questo prodotto non abbia nulla da invidiare, pur essendo decisamente meno dannoso per noi e per l'ambiente).

Tirando le somme, è un prodotto che, sebbene non sia perfetto, mi è piaciuto. Partendo dal presupposto che si tratta di un prodotto naturale, poterlo utilizzare con successo per svariati mesi, magari alternandolo con un prodotto più resistente al caldo, per me è comunque un buon risultato.


DOVE SI COMPRA

Trovate questo deodorante:
  • sul sito ufficiale di Lamazuna: LINK;
  • sul sito di Ecco Verde: LINK;
  • su Bio Vegan Shop: LINK;
  • su Macrolibrarsi: LINK;
  • in alcuni negozi fisici.

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IDEE REGALO
Le idee regalo ecologiche di Lamazuna

Per quest'anno Lamazuna ha proposto delle idee davvero carine per dei regali di Natale rispettosi dell'ambiente. Si può scegliere tra diverse opzioni, una delle quali a tema cioccolato!
  • Per avere maggiori dettagli cliccate su questo LINK;
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Questo prodotto mi è stato gentilmente inviato dall'azienda - che ringrazio -  per testarlo e recensirlo. Non ho ricevuto alcun tipo di compenso e l'opinione che ho espresso in merito è sincera.

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